“UN GENIO ALLO SPECCHIO”
Di Enzo Vella
Pomme-papillon- Vladimir Kush
La massima espressione dell’interiorità trova sfogo nell’arte. L’arte è creatività, simbolismo, sentimento, emozione, rappresentazione.
Nel suo percorso storico-culturale tra soggettivismo e oggettivismo, l’arte è stata soggetta a trasformazioni fisiologiche che ne hanno determinato alcune evoluzioni – involuzioni, mutandone il suo significato.
Con l’arte l’uomo ha sempre liberato i propri pensieri, desideri e la personalità, arrivando ad idealizzare un mondo che non esiste, un mondo nuovo, anche utopistico.
L’importante è suggestionare, giungendo ad una soluzione che esprima al meglio il progetto dell’artista.
Ed è proprio l’artista il soggetto principale dell’arte con la sua personalità in continuo fervore. Oserei dire che l’arte è un monologo tra l’io e un mondo ideale che accoglie con stupore ogni creazione senza limiti di spazio e tempo, poiché l’arte deve trasmettere l’idea di leggerezza, di purezza, di libertà, di infinito, deve opporsi alla realtà che spesso viene rifiutata.
Non sarà errato definire l’arte come una scienza comunicativa con interpretazione soggettiva; l’intento è quello di esprimere, comunicare, suscitare, esteriorizzare, estasiare, sopprimendo la realtà, i disagi, le crisi interiori. Per questo lo spettatore, spesso, si rispecchia nei capolavori dell’artista.
Anche Oscar Wilde sposò la funzione dell’arte, comprese l’esistenza di due mondi, quello reale che non necessita parole per essere visto e quello “artistico” che non esisterebbe se non se ne parlasse. Sarebbe quindi “conveniente” amare l’arte perché può aiutarci a vivere.
Quando si parla di arte si è soliti pensare ad un dipinto o ad un affresco, soltanto in pochi riescono a pensare alla vera funzione e alle innumerevoli forme di espressione.
Rappresenta arte tutto ciò che è percettibile ai cinque sensi: tatto, udito, olfatto, vista, gusto. Riflettendo su questo concetto, facilmente possiamo spaziare sul tema dell’arte. Possiamo così comprendere che oltre ai dipinti e agli affreschi si devono includere anche le sculture, le architetture, giungendo alla fotografia e al design e ai graffitti.La tipica moderna arte di strada, poco apprezzata, ma tanto diffusa nelle nostre aree metropolitane, incrementata, sicuramente, dal gusto del proibito suscitato nello spirito dei giovani graffitari.
Anche altre forme d’arte meritano di essere ricordate ad esempio la danza ed il canto, spesso bistrattato, ma con un’importanza che si perde nei tempi, tanto che, persino Sant’Agostino affermò: “chi canta prega due volte”
Ed il teatro che, storicamente e socialmente è riconosciuto una delle più importanti forme d’arte anche per l’effetto catartico insito nel suo essere.
Ma in questo elenco manca un’arte a mio parere “indispensabile”: la culinaria che non va sminuita, perché la realizzazione di un buon piatto richiede impegno, anche l’abilità culinaria come tutte le forme d’arte è lo specchio dell’interiorità che evade, che muta.
Certo sembrerà strano definire la cucina un’arte, ma se ci si svincola dai canoni classici, sarebbe giusto paragonare gli ingredienti ai colori, la tavolozza ad una padella, mentre la tela è quel piatto da portata che, una volta ben composto, crea stupore agli occhi e godimento per il palato, la stessa estasi che esplode in noi forse dinanzi ad un monumento o meglio all’oggetto dei nostri desideri. Questa è la dimostrazione che se c’è creatività si può fare arte
In questo percorso tra tutte le arti sensoriali possiamo comprendere come il filo conduttore sia la creatività, la percezione, la realizzazione dell’io attraverso una gratificazione totale. Un io che vuole reagire, che cerca consensi e che rifiuta la realtà.
L’artista, come un genio solitario e superiore, crea un mondo in cui estetismo ed edonismo divengono valori assoluti e vitali da realizzare identificandoli nell’arte e nella vita.
Se l’arte per l’uomo-artista è un “piacere” non resta che sostenere il pensiero dannunziano: “Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Bisogna che la vita di un uomo d’intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.”