giovedì 6 dicembre 2012

L'icona dei giorni passati

Roscio - L'icona dei giorni passati, 2007 (120x120 - tecnica mista)


E la vita bussò ai miei occhi.
Li aprii appena per farla entrare
e subito una lacrima fuggì,
segnandomi il viso irrimediabilmente.

Nei giardini sospesi della mia memoria
ogni cosa matura nella sua indolenza.
Nei giardini sospesi,
abitiamo entrambi lo stesso labirinto,
lo stesso catalogo di pensieri morti.

Le mie parole si congelano
incontrando l’indifferenza dei tuoi occhi.
Si immolano sull’altare dei ricordi,
vittime di uno scempio ormai fatale.

Comincio a dubitare della tua esistenza,
della tua bellezza
e del tuo odore.

Rassetto i giorni, spolverandoli con cura.
Ogni singolo istante lo pretende.
Rassetto i giorni, rigurgitando l’esistenza,
vorrei riedificarci sopra, qualcosa di compiuto,
coi cocci rotti, decantati nel mio ventre.

Terra ocra, asfittica, soffoca gli errori.
(e non solo questi)
Rosario Ciotto

mercoledì 28 novembre 2012

Il mondo è bello perché è vario

Indeterminatezza

Il mondo è bello perché è vario!
E io sono vario?
Secondo te come sono?
Sono vario?
Che significa vario?
Sono strano, o normale?
Ma che significa normale?
E strano?
Strano chi è?
Che cos’è strano?
Le cose che accadono sono strane!
Oppure sono le cose strane?
Forse sono strane le persone?
E tu come sei?
Sei strano, o normale?
Sorridi?
Mi sembrava!
Perché ti accarezzi sempre i capelli?
Certo che sei strano!
Perché?
Bah, perché si. Ma anche no!
Tutto è possibile!
Forse sono io che non sono normale!
Sono strano?
Il mondo è bello perché è vario!
Josè Pascal

lunedì 19 novembre 2012

C8 LINE Design




Dalla perseveranza di Salvatore Privitera, che considerava uno spreco la reclusione di tante idee, detenute, a suo parere contro il loro volere, in “cartelle impolverate”, nasce C8 LINE Design. Come avrà avuto modo di capire chi segue il blog assiduamente, non sono un buon "veicolatore concreto" dei miei lavori artistici, se poi ci fosse da proporli per guadagnarci qualcosa, il gioco è fatto, l’indolenza si impossessa del mio essere e tutte quelle intuizioni, plasmate in un processo spesso faticoso, sono destinate, bene che vada, a far bella mostra di se stesse autocompiacendosi agli occhi di qualche affezionato e del loro creatore. Parliamoci chiaro, non è che sia quel genere di persona che non difende il suo lavoro e le sue idee o non riesce a portarle avanti dignitosamente, anzi nella mia professione sono piuttosto capace. In questi casi, però è il cliente che si rivolge al professionista richiedendogli una prestazione tecnica e quindi, lusingato dalla fiducia accordatami, mi esprimo con concretezza. Il problema nasce quando io devo propormi o offrire il frutto del mio ingegno. Mi blocco, l’incertezza invade come veleno il mio animo corrompendo ogni volontà ….. mi chiedo: quello che scrivo, dipingo, disegno, ha reale capacità di esistere dignitosamente nel “mondo dell’arte” o è solo il frutto di una specie di artistoide nelle cui cellule scorre una mediocre linea di cromosomi folli? Non saprei rispondere, non ho riscontro REALE tranne la compiacenza affettuosa di un gruppo di amici, di cui anche voi fate parte, e che, in ogni caso mi gratifica in questo strano cammino d’eterna promessa.
Spero che quest’avventura si concretizzi in frutti appaganti, che possano spronare e donare professionalità e prospettive anche al mio giovane socio che in lei sta profondendo tante energie e aspettative. 



Vi presento di seguito le prime pagine di un flipbook promozionale che stiamo preparando e che vi proporrò a gruppi di quattro pagine per volta.
Mi auguro che gradiate, un saluto, 
                                                                                                                               Rosario Ciotto






domenica 11 novembre 2012

Cuore latente

Immagine presa dal Web

Una noce di fumo si scioglie nell’aria spargendo le ceneri di fantasmi in agguato.
Il vento scompiglia capelli e pensieri verso la nebbia di un ignoto domani.
Dolce triangolo che traghetta una luna a ¾ verso voci smarrite e sagome sfocate che sorridono beffarde.
Trema il cuore con le sue paure
brividi che si spandono sulla pelle bianca affamata di carezze.
Se avrai voglia di imparare a conoscermi trascendendo oltre i limiti della brama di possesso che ingurgita i sensi
vedrai un cuore che pulsa rapido sulla panchina fredda di una stazione nebbiosa tra le stelle e l’alba di miele, tra parole taciute e lacrime asciutte.
Calore di corpi sudati frementi di passioni innescano meccanismi che generano l’universo e le sue contraddizioni.
Alchimie di sguardi calamitati intorno a  un logos primitivo e caotico che genera fremiti, palpiti e sudore d’amore.
Spingo invano le lancette del cuore.
Una timida alba invade la notte vestendo l’azzurro di un cristianesimo pagano che si erge a monito di un passato che mi renderà per sempre un’anima a metà.
Giulia Bolle

giovedì 25 ottobre 2012

Autoritratto con mosche

"Mosche intorno alla testa" - Roscio 1990, olio su carta 40x40


 Immobile e senza faccia
vaglio le mosche che mi ronzano intorno.
Che strane le mosche,
hanno ali per volare,
ognuno, anche se per fastidio, si accorge di loro…..
.....succhiano sempre dalla solita merda.
La tua voluttà tinge i miei capelli di mille colori,
onde bastarde che si contorcono in spirale
cercando di reprimere ogni altro mio desiderio
che non sia la tua anima,
questa maschera perfetta
della stessa bellezza dei fiori di plastica.
Il vermiglio minaccia i confini di un viso lontano,
si spegne la rabbia,
si spegne la vita.
Quante speranze ansimano
sulla battigia di un mare ormai piatto.
Rosario Ciotto




"Mosche intorno alla testa" - Roscio 1990, particolari

martedì 16 ottobre 2012

Gli ingranaggi del silenzio

 
ROSCIO (2006) - In attesa della parola giusta (40x40 colori su tavola, collage e nylon)

Risorgo, a rate, dall’ultima vacanza del mio cuore
e la mia faccia, in fotocopia,
è la sola che sorride, contorta,
dopo che il foglio s’inceppa
in certi ingranaggi del silenzio.
Odoro la vita per sentirne l’essenza,
visioni d’ambra, distillate con cura,
come gocce di passito.
Ieri, è troppo lontano per poterlo trattenere.
Oggi, non riesco a rammentarlo mentre passa.
Domani, spero desista dal proporsi
suicidandosi in 75cl di oblio.
La mia bocca, deserta,
attende la classica frase di circostanza,
venuta da un mondo perfetto,
da pronunziare al momento giusto.
Nuoto, ingoiando il mare,
senza sapere con chi mi sveglierò domani
e quale capo indosserò,
prima di andare in scena.
Volgendomi verso me stesso
nudo e senza bagaglio
cerco di armare la mano al tempo
quale sicario delle mie emozioni.

Rosario Ciotto
 

mercoledì 3 ottobre 2012

Ai confini del cuore

ROSCIO (2006) - La stanza, vista da fuori (40x40 colori su tavola, collage e vetro)
La prima volta che ti vidi
pensai ad una bugia perfetta
che distraesse la rotta dei miei sogni ridestati.
L’ultima ….. non la ricordo più.
Inganno le memorie del bambino
con l’acume dell’erbivoro,
masticando noiosamente gli ultimi brandelli succulenti.
Gli occhi, chiusi,
colgono scene da una frontiera invalicabile.
Distruggo con candore, senza intento,
mi bagno alla fonte dell’incoscienza,
risorgo con coraggio.
Ti vedo, ai confini del cuore,
ardere su una pira di pensieri contrastanti
mentre la mia furia,
percuote il tuo ventre con colpi proibiti,
oltre il limite di ogni sentimento.
Saldo il tuo sguardo con il palmo della mano
e m’inginocchio al tuo fianco,
cosciente che nulla di te mi è mai appartenuto.
Senso di vomito, scosse feroci,
scuotono un corpo inerme che riesce solo ad assimilare
 suoni violenti nascosti tra le piume di un giaciglio rassegnato.
La memoria della tua voce è vecchia,
vecchie sono
le promesse di salvezza che potrebbero lenire
 le piaghe di un’epidermide corrotta.
Respiro il tuo nome, in silenzio, in una stanza vuota
nella quale soffoco con cura maniacale ogni mia passione.
La camera ringrazia voluttuosamente
ridendo dei miei eccessi e della mia brutalità.
Odor di vino e di vergogna
impregnano le sue rozze pareti
mentre un nero tormentato pone fine all’agonia.

Rosario Ciotto