giovedì 23 agosto 2012

Un luogo ..... un'ora

Roscio, Time (1987) - 50 x 50 olio su tela con meccanismo d'orologio


Scendo, in apnea, dentro i miei pensieri
alla disperata ricerca di un segno
che possa giustificare un’inutile esistenza

Annego in questa giornata silenziosa
sotto un cielo indifferente che non partecipa agli affanni
di questo minuscolo inquilino del piano più basso.

Voci ed equi voci cantano tristemente
in un sabato d’attesa
di una domenica che tarda ad arrivare.

L’esistenza mi attraversa
mentre invano cerco di sconfiggere
I battiti del cuore.

E’ inutile, non riuscirò mai a possedere la mia anima.

La mia vita vive oltre me
nonostante mi affanni a ripudiare
questo strano patto di fedeltà col mio destino

Senza nessuna Itaca a cui ambire,
mi perdo in questo mare senza approdi

Ogni luogo ha un’ora
Ed io, non riesco mai ad essere puntuale.
Rosario Ciotto

martedì 7 agosto 2012

Pollution, di Josè Pascal


Emergenza ILVA di Taranto: che le ferie non ci assopiscano. C8line pubblica una poesia di uno dei suoi amici più affezionati: Josè Pascal.

Pollution

Maleodore ficcante
mia lenta rovina,
ti insinui nei meandri
risali la china.

Consciamente impotente
provo a lottare,
chiudo porte e finestre
ma son costretto a respirare.

Nocive sostanze
conquistano i polmoni,
e ogni giorno che passa
vivo mille frustrazioni.

Com’è piccolo il mondo
dove un battito d’ali,
irradia veleni
negli anfratti lontani.

Non c’è scampo
siam spacciati,
tristemente guidati
dalle nostre mani.

Sogni e speranze
fuggon lontani,
e i miei occhi annegano
nelle mie meste lacrime.

Poesia estratta dalla Scatola di latta

mercoledì 1 agosto 2012

La sindrome di Hide

Roscio, Prigioni di vita 1987 (40 x 50) olio su tela
 
La sindrome di Hide ha colpito anche me, non avete idea di quanti "cassetti confusi" possegga. Proprio ieri ho trovato un album coi "cimeli" di una mia mostra del lontano 1989. Che emozione, ritornare ventenne per qualche minuto e toccare quelle carte con la passione dell'archeologo sapendo peraltro che il reperto, in qualche modo, è frutto della tua civiltà. L'idillio è breve, come una stilettata codarda, l'impietoso calcolatore dei bilanci di vita (l'avete presente quello che compare ad ogni compleanno o a capodanno, ecco proprio quello. Stavolta non l'avevo neanche sentito arrivare) mi colpisce alle spalle scandendo con lampeggi  e ululati un numero...... 2012 ....... Ventitre anni sono passati. L'infame sicario non mi lascia assaporare nemmeno un attimo, mi coglie alla gola e stringe. Combatto con tutte le energie che posseggo, pensando peraltro che l'estate mal si addice a cotanta tenzone, mi svincolo dalla presa e con un balzo felino afferro lo scanner e lo faccio partire. Dovevo pur fare qualcosa, reagire con prontezza, questo il segreto. Quindi, augurandovi delle serene ferie, vi lascio  con le scansioni di una vecchia brochure, alcuni vecchi dipinti e una serie di vecchie e nuove malinconie. Ciao a tutti, Rosario Ciotto

P.S. Per chi non lo conoscesse, Hide è l'amministratore del blog "cassetti confusi"
Roscio, crocifissione 1987 (100 x 120) olio su tela





lunedì 23 luglio 2012

Eppur ci resta aperto il cielo



ROSCIO - "Eppur ci resta aperto il cielo" collage e composizione degli anni novanta


Ultimamente vivo di riflesso più che di riflessione, metto insieme parole e vecchie immagini cercando di confrontarne i contenuti. Mi fa paura la costanza di una vita che si ostina a restarmi appiccicata addosso.
Un’immutabilità subita passivamente ma con passione, che strane a volte le parole.


Demolire l’equilibrio delle piccole infatuazioni
e dirigersi in alto, assecondando il colpo d’ala,
li dove risiede la salvezza delle inutili spoglie.
Un vento crudele sferza gli ultimi residui di stabilità
stramazzandomi su una nuvola
a cui chiedo conto della sua inconsistenza verbale.
Dagli abissi della memoria un urlo mi trattiene,
bagnandomi i piedi con la sua bava viscosa.
Lo sguardo non penetra i confini dell’oggi
e di questo devo farmene una ragione.
Il calore diventa insopportabile
mette in ginocchio tutte le gioie della normalità.
Schiudo il ventre per accogliere il colpo della liberazione
Solo una porta mi si sbatte in faccia.


Rosario Ciotto

mercoledì 11 luglio 2012

Un giorno ... forse

ROSCIO - Giorno tra i giorni (40x40 olio su tavola, collage e materico)
Vedermi scivolare nei sogni di qualcun altro
e respirare, a stento, qualche goccia di vita smarrita lungo la strada.
La lama di luce penetra il mio sguardo
colpendo lucida le parti più sensibili.
Non c'è forza in questa luna nuova,
solo un pallido rossore che inganna la mente.
Mi spoglio di tutto,
fino alle ossa,
per cercare qualcosa di bianco,
riesco a sentire solo un freddo incolore
che mi abbandona esanime ma del tutto indifferente.
Ridipingere le memorie ed incorniciarle in una prigione dorata
mentre i mondi si spengono l'uno dopo l'altro,
scandendo un ritmo industriale.
La viltà mi assale alla gola,
non l'avevo sentita arrivare,
stringe tra le sue spire il luogo dove niente muore mai,
la sua smania di oblio le centuplica le forze,
nulla stringe se non la cruda realtà
che tuttavia, ormai si palesa discinta ai miei occhi.
Un giorno, forse, riguarderò indietro
assaporando il gusto antico del significato d'essere vivo,
un giorno forse dimenticherò chi sono
e riuscirò davvero a dire addio.
Rosario Ciotto