Osservo queste composizioni istintive meditando l'intento ambizioso di comprendere di più me stesso, alla luce di questi simboli inconsci. Vorrei trarre dei significati con occhio forse troppo arrogante e mi perdo inevitabilmente nell'ignoto. Ci rinuncio, ma con animo rassegnato. Ho sempre letto Freud con certa diffidenza o forse..... con invidia.
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Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta |
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Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta |
Un po' metafisici (il secondo) un po' surrealistici, simbolistici.Belli, mi piacciono tutt'e due.Ciao!
RispondiEliminaImmagini suggestive che trasmette l'inconscio, cercando di di dare segnali, d'un'individualità sognante....
RispondiEliminaAcquerelli piaciutissimi.
Sempre bello visitare le pagine del tuo blog, buona serata, silvia
In entrambi un soggetto immesso ma dissociato e distaccato dalla scena generale...ma solo apparentemente veste l'immagine dello spettatore, nella sensibilità artistica rappresenta l'io che osserva e cerca una sua dimensione all'interno del " caos".
RispondiElimina(È solo una mia personale interpretazione)
Un saluto.
In effetti ci si potrebbe fare su un bel lavoro di analisi...in particolare sul primo..ma li trovo entrambi molto belli :)
RispondiEliminaBuona serata !
Di bene in meglio... sarò ripetitivo, ma tu sei davvero un grande. :)
RispondiEliminaBelli, il primo è molto inquietante. Il secondo mi sembra possa precedere la scena ritratta nel primo
RispondiEliminaUna semplicità ricercatissima. D'accordo con altri, li trovo bellissimi e inquietanti, del resto, non possono che essere così, visto che affiorano dall'inconscio.
RispondiEliminaCiao Rosario, sarebbe interessante sapere in quale successione sono stati dipinti, la via del tuo inconscio parte dalla paura del primo in cui la luce del faro è offuscata dal grembo di un cielo rosso "sangue" e in cui l'arma, che potrebbe far spiccare il volo al palloncino per sorvolare una montagna che non può essere scalata in quanto è in procinto di eruttare, trafigge invece e fa sanguinare la concretezza della terra che non nutre più l'albero o parte dalla speranza e dalla propositività del secondo in cui il corpo inerme nell'isolamento aiutato dall'anima sostiene l'intero suo essere che in trasformazione si affaccia al mondo per comunicare.
RispondiEliminaUn abbraccio e buona giornata!
Il mio apprezzamento per i tuoi acquarelli, sono molto belli, surreali e simbolistici di forte impatto.
RispondiEliminaBuona serata, Stefania