mercoledì 25 dicembre 2013

lunedì 2 dicembre 2013

Le fabbriche della morte



L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.

Il lavoro nobilita l’uomo.

L’elenco potrebbe proseguire a lungo, ma il concetto non cambierebbe.

La costituzione italiana lo tutela e promuove in ogni sua forma. Lo statuto dei lavoratori, emanato dopo lotte sanguinose nel ben lontano 1970 ha lo scopo di  tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori dipendenti e delle rappresentanze sindacali di fabbrica, di  garantire un corretto rapporto tra questi e la direzione aziendale, di sancire la libertà di opinione del lavoratore.

Eppure in questa Italia martoriata, il lavoro si trasforma giorno dopo giorno in un massacro. Cantieri non messi in sicurezza, edifici fatiscenti e, non ultimo, schiavismo.

È evidente il riferimento alla tragedia accaduta a Prato, fino a qualche anno fa città dai pregevoli manufatti lanieri e di tessuti in genere, oggi città caduta nella crisi e nelle mani di stranieri che importano abitudini del luogo natio. Lungi da me un discorso razzista, analizzo i fatti. La fabbrica – dormitorio in cui si è consumata la disgrazia che ha visto 7 morti e due feriti, mi fa sorgere una domanda: in che anno siamo? Forse la rivoluzione industriale, caratterizzata dallo sfruttamento dell’operaio la cui unica soddisfazione era ubriacarsi la sera e stramazzare al suolo per stanchezza e alienazione non era finita da circa duecento anni? Forse i secoli cambiano, ma il problema rimane: se qualcuno “osa” denunciare lo sfruttamento perde quel po’ che ha per un’infima sussistenza e, in ogni caso, “lì fuori ce ne sono centinaia a prendere il mio posto”. Insomma è la disperazione che mette in moto le nostre azioni e le nostre scelte, ammesso che di scelta si possa parlare. Ci hanno lavorato sodo per ridurci così…e ce l’hanno fatta. Disposti a rischiare la stessa vita, a condurla ai margini della società, a renderla invivibile pur di avere un minimo emolumento che possa farci sopravvivere, anche se come bestie.

Dove sono i responsabili di questo continuo calpestio ai diritti inalienabili dell’uomo, quelli sanciti nelle Costituzioni, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo? Perché in Italia le leggi, la buona creanza, le libertà e i diritti devono rimanere soltanto vuote parole prive di applicazione pratica? Cosa potremmo fare nel nostro piccolo per supplire alla cecità della politica che si lascia scivolare tutto addosso, intenta com’è a pensare alla prossima tassa che non farà altro che spingerci ancora di più verso la disperazione?

Eppure appena pochi giorni fa ho assistito ad una conferenza iniziata con le parole: “L’Europa è il posto migliore dove nascere”. Certo se ci paragoniamo a uno dei paesi africani in cui per bere un bicchiere d’acqua i bambini sono costretti a fare venti chilometri scalzi, forse è vero. Ma è un parametro che non funziona. Non possiamo dire che siamo fortunati o che si sta bene per il fatto che apriamo un rubinetto o accendiamo un interruttore. Cosa dire di tutti quei disperati che si sono tolti la vita per la disperazione di aver perso il posto di lavoro a cinquant’anni? Li abbiamo già dimenticati? Dov’è la dignità umana? Che fine hanno fatto le lotte dei nostri padri/nonni orgogliosi di combattere per ciò che era giusto e non per il tornaconto personale. Lo sconforto sta per prendere il sopravvento e, pur con tutte le speranze che possiamo avere, quando vedremo la luce fuori dal tunnel?
Giulia Bolle

domenica 6 ottobre 2013

Speranza di un domani migliore


 Gericault, La zattera della Medusa



Nera la notte… debole speranza di un domani migliore

Risparmi di sempre traghettano la paura verso nuovi confini

Bambini tremano stretti ai cuori delle madri…sognano un domani migliore

Il mare è nemico

Non offre ristoro

Non concede tregue negli occhi alienati dal dolore e lo strazio

Dalla guerra si fugge cadendo in battaglie peggiori…speranze di un domani migliore

La terra è vicina

I pianti e le bombe si odono soltanto nella mente ormai

Ma il destino è segnato

Legato a un filo sottile di luce nascosta

Si inabissano le anime che perdono tutto senza avere niente

Ecco il domani migliore: l’addio ad un mondo violento, meschino.

Corpi giacenti in terre straniere e anime in volo.

Giulia Bolle

lunedì 16 settembre 2013

Una mosca tra i miei pensieri

Roscio - Una mosca tra i miei pensieri acquerello e inchiostro su carta d'Amalfi

In ansia tra le efelidi e le pieghe del tuo viso
mi perdo in un intrigo di segni inespressivi.
Un sguardo mi sorregge, del rosso mi riscalda:
un fuoco fatuo, in attesa del ristoro azzurro.
La mosca sfiora la nuance dei colori,
i suoi tic nervosi celebrano un passato epilettico
trascorso in controluce, senza un perchè.
Spolvero l’anima per non seppellirla nella polvere
indagando il mio avvenire nei fondi del caffè.....
Rosario Ciotto

Roscio - Una mosca tra i miei pensieri - acquerello e inchiostro su carta d'Amalfi


Roscio - Una mosca tra i miei pensieri acquerello e inchiostro su carta d'Amalfi - Particolari

venerdì 6 settembre 2013

Si riparte

Bentornati !!!

Cari amici, siamo tornati dopo il periodo estivo. Ad aprire la stagione è Giulia che, osservando fatti, notizie e realtà, ha voluto condividere alcune ironiche riflessioni. 
A presto. R.C.

Le vacanze sono terminate in fretta e rieccoci alle prese con la solita routine che fingiamo di dimenticare, per un attimo, tra le onde di mari affollati e serate di incantevoli cieli stellati.
Ma, tranquilli, niente è cambiato con la calura di agosto: l’Italia è tutta stretta intorno alle vicende del “cavaliere mascarato” che avrà ben speso i suoi pochi giorni di meritate ferie in qualche ostello della gioventù per risparmiare il misero stipendio da onesto lavoratore e, prendendo due piccioni con una fava (mai con in questo caso detto fu più azzeccato!!!) avrà anche fatto conoscenza di qualche dolce e impaurita giovinetta che attendeva un tutore di tutto rispetto.
La scuola sta per ripartire con i soliti problemi di sempre: precari che vengono assunti ancora a tempo determinato a 66 anni, scuole fatiscenti, alunni demotivati a causa di un sistema balordo che li marchia a fuoco come bestiame con un anonimo numero identificativo, insegnanti che a soli 87 anni di età non posso andare in pensione per le recenti e intelligenti riforme secondo cui la cessazione dell’attività lavorativa deve avvenire ad un’età che soltanto Mr. Burns e "Il gobbo divo" possono vantare.
Le guerre..beh si quelle sono terminate grazie ai potenti della terra che hanno abolito tutte le armi spostando i lori interessi e capitali per migliorare la questione sociale e quella ambientale. Avremo un mondo pulito ed efficiente in cui sono state abolite burocrazia, inquinamento, denaro e potere!
Il mondo della cultura ha fatto passi da gigante; avremo una stagione ricca di eventi e avvenimenti. Basta accendere la tv, sinonimo già di cultura, per vedere i succulenti piatti che ci stanno preparando: fiction, reality e trasmissioni full time in cui galline urlanti si strappano i capelli per il toy boy di turno privo di qualsivoglia forma neuronale.
Il femminicidio è stato sconfitto, la delinquenza debellata, la mafia annientata, dagli ospedali si esce in perfetta salute e la disoccupazione è allo 0,1%.
Insomma bentornati nell’incantato e incantevole mondo made in Italy.

Giulia Bolle

giovedì 18 luglio 2013

Pensieri d'estate

Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta


Una sortita dalla latitanza ci voleva proprio, foss'anche solo per augurare a tutti BUONEVACANZE.
Spero di tornare presto assiduamente ad imbrattare le mie e le vostre pagine..... 
Intanto tre pensieri semplici dall'estate del 2000.


Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta

Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta


mercoledì 22 maggio 2013

L'angelo iconoclasta

Un altro angelo visita i miei "giardini sospesi", ricordate l'angelo indifferente? Beh mi sembrava riduttivo lasciarlo da solo a fumare il sigaro in attesa del cielo, così, mosso a compassione, un "tronco con delle ali annaspanti" gli farà compagnia in attesa che la sega da boscaiolo, di cui cerca di valutare il potenziale vigore, compia il suo inevitabile destino e gli consenta di spiccare il volo. 
Propongo oggi un'anteprima dell'angelo iconoclasta, tracciato a matita quale studio propedeutico alla futura versione che, come sempre, sarà dipinta su polistirolo. Spero vi piaccia.
P.S. L'angelo indifferente lo trovate alla pagina arti grafiche.

L'angelo iconoclasta, 21/03/2013 - (37x22 matita su carta)

giovedì 16 maggio 2013



Gocce di smeraldo in un mare d'argento.
L'ombra mi culla e mi ristora.
un fuoco di ghiaccio ardente,
guida del mio navigare, 
mi conduce ad acque tranquille
attraverso una violente tempesta.
L'impeto furente del vento notturno
riduce in cenere le candide vele.
La marea trascina lenta il legno
che scivola fluida sul velo lucente.
Sorge il sole, si sveglia il sereno.
Musica in festa si ode in lontananza.
Il mare è calmo, la nave immobile.
Gocce di smeraldo in un mare d'argento
e un triste sorriso.


Non sono io.
Il mio cuore è di vetro.
Quest'uomo che vedi è un miraggio.
Ascolto in silenzio
le parole che mi bisbiglia il vento.
Perchè non le senti?
le grida forte.
Quanto vorrei vederti sorridere incurante del nulla 
amante del tutto.
Non ammirare, ama.
Solo così capisci che non sono io.

Riccardo Romboni

giovedì 9 maggio 2013

Pensieri semplici 3

Osservo queste composizioni istintive meditando l'intento ambizioso di comprendere di più me stesso, alla luce di questi simboli inconsci. Vorrei trarre dei significati con occhio forse troppo arrogante e mi perdo inevitabilmente nell'ignoto. Ci rinuncio, ma con  animo rassegnato. Ho sempre letto Freud con certa diffidenza o forse..... con invidia. 

Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta

Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta

giovedì 2 maggio 2013

Studio legale JUS&JUS

Il corridoio con le sue teche di vetro che fungono da
filtro  dalla sala praticanti, presa di luce naturale e
prismi espositivi dettando un ritmo che attenua 
l'effetto "budello".

Vestire un corpo illustre si confronta sempre con la necessità di velare senza camuffare, è un’operazione difficile, che presume senza supporre, che deve tener conto della volontà di caratterizzare nel rispetto di membra definite ed autoreferenziate. E’ questa la filosofia che ispira l’intervento che vi propongo in questo post, che ispira le scelte tangibili e, di conseguenza, la volontà di comunicare attraverso la materia.
Materia e luce a servizio di una “funzione” attuale concepita secondo schemi evocativi senza però voler sottrarre alla storia il suo valore aggiunto all’interno di uno dei contenitori edilizi più rappresentativi della mia città.
La funzione è quella di studio legale, nell’immaginario collettivo marcatamente austera e legata ad una solida tradizione che la percepisce attraverso simboli come la carta ingiallita, il legno scuro intarsiato ed una luce fioca che alimenta un’aura mistica, quasi ultraterrena a cui approcciarsi con deferenza.
Mi chiedo se non sia questo il mix compositivo che consente agli avvocati di farsi onorare le parcelle, quest’impressione di anticamera del purgatorio che incute timore e rispetto. Se fossero davvero questi i presupposti economici vincenti, credo che la JUS&JUS, brillante studio legale composto da giovani professionisti di successo, non plaudirà in futuro il mio operato.
La trasparenza del vetro, che segna e descrive con discrezione, la materia viva del legno, la tenacia dell’acciaio corten, amalgamate da un linguaggio illuminotecnico di grande impatto emotivo, fanno sì che il percorso attraverso gli ambienti di questo spazio richiami quanto ci si aspetti da una figura professionale quale quella del consulente legale.
Limpidezza intellettuale connessa a solidità e abilità professionali immerse nei riflessi di brillanti visioni, ecco in cosa riponiamo la nostra fiducia quando ci apprestiamo ad oltrepassare la soglia di uno studio legale. Questo ho voluto evocare nella scelta di composizioni dinamiche caratterizzate da materia sapientemente plasmata prima da semplici segni e poi dalle sapienti mani di collaboratori e artigiani coscienziosi.
In questa operazione mi sono avvalso della collaborazione di tre persone che ho contribuito a formare e di artigiani con cui coopero spesso, e vedere i loro sguardi soddisfatti e fieri mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti per dare coerenza effettiva ad un “disegno” e a tutte le inevitabili frustrazioni derivanti da velleità negate. 
P.S.- Le foto purtroppo non sono eccezionali, vi posso assicurare che dal vivo è molto meglio.



Legno, vetro e acciaio corten: insieme eloquentemente
sotto: trasparenze e luci e materia e luce




Il pavimento in Wenge che specchia il controsoffitto soprastante in vetro
materia e dinamismo

mercoledì 17 aprile 2013

La goccia

Dal taccuino dei pensieri semplici: Speranza e desiderio, 2013
 acquerello e inchiostro su carta

Mentre una goccia cade con l’ostinazione di un martello,
scavando puntigliosamente la mia inquietudine,
traccio sentieri improbabili,
arrampicandomi su metafore impervie.
Non riuscendo ad esistere dentro un cuore tiepido
spero di morire,
tra le fiamme del girone dei reietti,
senza celarmi dietro la disinvoltura di un ipocrita ornamento.
A questo punto, solo l’odore mi lega al tuo seno,
sospeso ma avvinto alle tue viscere
come un feto in un grembo di ghiaccio.
Resta in piedi una bellezza esanime,
un concetto artefatto su una pagina bianca.
Lotto contro il tempo,
rappresentando la mia storia prima che finisca.
Prima che finisca.

Rosario Ciotto

mercoledì 10 aprile 2013

Pensieri semplici 2

Continuano i pensieri semplici.....
Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta

Senza titolo (2000) - Acquerello e penna su carta

Gli appuntamenti mancati (2000) - Acquerello e penna su carta


mercoledì 3 aprile 2013

PENSIERI SEMPLICI


Il blocco dei pensieri semplici
Certe giornate mi vedono vagare per lo studio in attesa dello scontro con qualche “occasione” che mi renda tollerabile esistere e puntualmente qualcosa accade. Stavolta, un bisogno inconscio mi guidava verso la stesura di quelli che definisco impropriamente “pensieri semplici”, degli sfoghi di natura surreale dove esprimo, senza la solita logica articolata, umori frutto del momento. Cercai così, trovandolo, il mio contenitore di tali irriflessioni, un taccuino in carta d’Amalfi sul quale sputo con passione questi segni metafisici, una sorta d’istintiva contorsione che normalmente viene arginata da un rigido coordinamento del pensiero.
Nasce così una nuova pagina di C8LINE denominata appunto “Pensieri Semplici”. Oggi propongo tre lavori, realizzati con tecnica ad acquerello nel 1999, periodo in cui ho avuto il “coraggio di imbrattare una superficie che solo fino a ieri mi sembrava perfetta nel suo candore irregolare o troppo preziosa per contenere dei segni che la potessero violare”, così scrivevo in seconda di copertina.
 Spero apprezziate.
Rosario Ciotto









martedì 12 marzo 2013

Lo zoo Italia

Povera Italia di Rocco Grieco


In un paese il cui cancro peggiore (oltre alle tradizionali e trascurabili corruzione, mafia, tangenti, ecc) è la disoccupazione, che ha raggiunto livelli degni del crollo della borsa del ’29, i posti più ambiti sono vacanti. Papi, presidenti, senatori, deputati. Un’Italia orfana, abbandonata ad un destino che da almeno un ventennio non le sorride più.
L’inverno sembra lasciare posto ad una timida primavera annunciata dal forte frinire di “grillini” sempre più numerosi. I giaguari non sono stati smacchiati. Il caimano è ancora libero.
Un gran bello zoo l’Italia!!!
E mentre lo sgretolio del suolo natale si ode sempre più forte, per cosa si affannano i grandi che hanno accesso alla stanza dei bottoni? Si riuniscono in gregge davanti al palazzo di giustizia di Milano per cantare l’inno di Mameli, quale gesto di solidarietà verso il loro mentore e la loro guida spirituale di altissima levatura morale.
Mossa equiparabile ad una manifestazione che inneggia alla verginità capeggiata da Moana Pozzi e Cicciolina!
Ebbene si, anche questa è l’Italia…o forse ormai è soltanto questo.
Delinquenti che insultano delinquenti di essere delinquenti!
Malati immaginari che rimandano al mittente la visita fiscale, considerata onta e oltraggio alla limpidità di un uomo che, da sempre, è trasparente come un pantano fangoso.
Ma che volgarità chiedere conferma di una presunta malattia, casualmente arrivata in concomitanza con l’ennesimo processo per favoreggiamento della prostituzione di una minore!!!
Ora che ci penso qualche anno fa, io piccola ed inutile mortale che “si fa il mazzo”, fui costretta a casa per problemi di salute, e udite udite il medico fiscale arrivò puntuale come un orologio svizzero pretendendo anche di visitarmi per verificare che non stessi frodando lo Stato italiano, sinonimo di garanzia e tutela per i suoi cittadini. E se non mi avesse trovata nel mio domicilio o se lo avessi accolto con: “scusi dottore adesso non posso riceverla, torni più tardi”, avrei visto decurtare 2/3 del mio cospicuo stipendio. [I cittadini sono tutti uguali davanti alla legge. Art.3 della Costituzione italiana]
E intanto non sappiamo far altro che sprecare tutte le nostre energie per commentare indignati che qualcuno dovrebbe uscire dalle cariche istituzionali per accuse di mafia, corruzione, compravendita di senatori, conflitto di interessi (scusate non posso elencare tutti i capi d’accusa). Altri per mancanza di carattere e potere decisionale. Altri ancora perché pur volendo apparire come i riscattatori della dignità civica e della pulizia politica, hanno dimenticato quelle 13 società off shore casualmente intestate a collaboratori.
E mentre il mondo guarda l’Italia trattenendo il fiato per chi sarà il prossimo che indosserà l’abito bianco affacciandosi dalla finestra di piazza San Pietro, si sbellica dalle risate declassandoci a “BBB+” per l’incapacità di uomini adulti e consapevoli di creare un governo dopo quasi tre settimane dalle elezioni da 350 milioni di euro.
E mentre godiamo di questa atmosfera circense, aspettiamo che si compia l’amaro destino di un popolo-gregge i cui pastori non vogliono e non sanno portare le proprie pecorelle se non per l’impervia strada europea che le condurrà inesorabilmente verso il burrone.
Viva l’Italia!
G. Bolle

sabato 9 marzo 2013

Saudade



                                     Saudade

 


Triste come questa pioggia che lava la fatica di notti gemelle 
come il mistero nebbioso che avvolge cupole e pensieri
come una musica che si diffonde nell’anima riportandola ad un marzo assolato di verde quiete.
Il tempo lascia tracce indelebili sui visi che piangono assenze e distanze incolmabili.
Istanti effimeri... volatili si inseguono per giungere al nulla. 
Un nulla sordo, cieco, muto uccide lentamente dietro un’apparente forma sinuosa. 
Un sorriso sconosciuto tra la folla ricorda il calore di un sole perduto. 
Evanescenze.
Sogni si infrangono sugli scogli della vita dove naufraghe visioni si incagliano nella mente creando vortici di suoni, antichi rancori, nuovi desideri.
La vita…una vuota rincorsa di mete mobili che scuriscono perdendosi all’orizzonte di un'eterna bambina.

G. Bolle